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Calitri
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mwhaCalitri (mwhqCalìtrë in mwhgdialetto irpino) è un mwhwcomune italiano di mwia4 084 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Avellino in mwjgCampania situato lungo le rive del fiume mwjwOfanto.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Cinema
• Cucina
• Economia
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Sismicità
Calitri, già epicentro del mwpwterremoto del 1910cite-ref-6[6], fa parte integrante del mwradistretto sismico dell'mwrqIrpinia.
• mwsaClassificazione sismica: zona 1 (sismicità alta)cite-ref-7[7]
Origini del nome
Il toponimo è di origine incerta. Secondo una prima ipotesi il nome deriverebbe da un'antica radice mediterranea (comunque pre-indoeuropea) mwtwcal avente il significato di "roccaforte" o "fortezza" cite-ref-8[8]; altri lo ricollegano invece al mwvaligure mwvqCaletranus Ager attestato nel lontano territorio di mwvgLuni (la folta presenza di mwvwLiguri in mwwaIrpinia è infatti documentata fin dal 180 a.C.). Secondo un'altra linea di pensiero il toponimo deriverebbe piuttosto dall'antico nome prelatino mwwq(galatro) di una pianta assai comune in zona, l'mwwgavena selvatica.cite-ref-9[9]
Storia
Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Calitri risalgono al mwyqNeolitico, cui appartengono alcuni utensili in mwygselce levigata conservati presso il mwywmuseo irpino di Avellinocite-ref-10[10]. Tuttavia diventa un vero e proprio insediamento urbano solo a partire dal XIII secolo.cite-ref-storia-11-0[11] Nel periodo mwbamedioevale, Calitri è uno dei tanti centri sottoposti all'amministrazione mwbqlongobarda prima e mwbgnormanna e mwbwsveva poi. Durante la dominazione normanna, il feudo di Calitri venne affidato ai Balvano, mentre sotto il regno di mwcaFederico II di Svevia appartenne al regio demanio. Nel mwcq1304 Calitri passò ai mwcgGesualdo, principi di mwcwVenosa che ne ebbero il possesso per tre secoli. Con i Gesualdo, Calitri conobbe la sua epoca d'oro e l'antico castello venne trasformato in una sontuosa dimora signorile.cite-ref-storia-11-1[11] Dopo i Gesualdo, Calitri passò ai mweaLudovisicite-ref-storia-11-2[11] che, nel mwfq1676, lo cedettero alla famiglia Mirelli.cite-ref-storia-11-3[11] Durante il mwggterremoto dell'8 settembre 1694 il castello di Calitri fu completamente distrutto e morì il principe Mirelli. I superstiti della famiglia Mirelli optarono per l'abbandono dei ruderi in cima alla collina ricostruendo il palazzo baronale più a valle.cite-ref-storia-11-4[11] Nel quadriennio 1743-46 il suo territorio fu soggetto alla giurisdizione del mwhwmwiaregio consolato di commercio di mwiqAriano, nell'ambito della provincia di mwigPrincipato Ultra.cite-ref-12[12] Nel 1784 venne esposta, sulla porta di Nanno del nuovo palazzo baronale, la testa del mwjwbrigante mwkaAngelo Duca, che aveva imperversato nella zona con scontri vittoriosi contro l'esercito borbonico, giustiziato a Salernocite-ref-13[13]. Dopo l'mwlqunità d'Italia la storia di Calitri si confonde con quella di tanti altri centri dell'Italia meridionale: mwlgbrigantaggio, mwlwemigrazione, latifondismo baronale, lotte per la spartizione della terra. Nel mwma1861 fu conquistata e liberata dagli uomini del brigante mwmqlucano mwmgCarmine Crocco, assieme a mwmwCarbonara, mwnaConza e mwnqSant'Andrea.cite-ref-14[14] Nel mwoggiugno 1910 e nel mwowluglio 1930 dei sismi di notevole magnitudo colpirono Calitricite-ref-15[15]; nella mwqaprima guerra mondiale Calitri diede un notevole contributo alla causa nel mwqq1915 e nel mwqg1918, nel mwqw1924 eressero una Vittoria Alata che ricorda le 120 vittime del conflitto.cite-ref-storia-recente-16-0[16] Nel febbraio mwsa1941 è stata teatro dell'mwsqoperazione Colossus. Nel mwsg1943 arrivarono le truppe tedesche che distrussero molti ponti tra cui quello sull'Ofanto. L'8 settembre, giorno in cui si celebra la mwswnatività della Beata Vergine Maria (giorno di festa per i calitrani), una radio annunciò che l'Italia aveva chiesto l'armistizio: i calitrani pensarono alla fine della guerra, ma a Calitri si combatterà, comunque, una battaglia contro i mwtatedeschi in ritirata.cite-ref-storia-recente-16-1[16] La mattina del 29 settembre dello stesso anno, dei facinorosi si rivoltarono e malmenarono l'allora sindaco conte Salvatore Zampaglione e l'ex podestà, saccheggiarono lo stesso palazzo e uccisero alcuni componenti della famiglia Ricciardi.cite-ref-referencea-17-0[17] Calitri risentì poi, sia pur con lieve ritardo, del mwvqboom economico: in quegli anni divenne un notevole polo scolastico (scuola media, istituto tecnico commerciale, istituto d'arte, liceo scientifico, istituto professionale).cite-ref-referencea-17-1[17] Il mwwgsisma del 1980 provocò due decessi e l'inagibilità per molti anni di gran parte del centro storico.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 23 marzo 2023.cite-ref-18[18]
Stemma
«D'argento, al ramo di rosa di verde, fiorito di tre pezzi di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Gonfalone
«drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»
Onorificenze
Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione. Sisma 23 novembre 1980.»
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23 novembre 1980
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa Madre di San Canio
Già presente nell'VIII secolo all'interno delle mura, dedicata ai protomartiri Cosma e Damiano, divenne nel mw2q799 sede delle reliquie di mw2gsan Canio. Nel mw2w1547 venne riedificata a spese del comune, ma in seguito fu distrutta dal mw3aterremoto del 1694. Nel mw3q1747 fu ultimata la ricostruzione, ma, resa pericolante da una frana, venne riadattata al culto. Purtroppo altri eventi sismici e un lento movimento franoso ne minarono la stabilità per cui, eseguite vanamente nel tempo alcune riparazioni, si decise nel mw3g1881 di demolirla. Nel 1883 vi furono lavori di sistemazione della piazza che, dopo il mw3wsisma del 1910, subì diverse modifiche, fino all'attuale sistemazione. Subito dopo la demolizione della chiesa, in consiglio comunale si cominciò a dibattere il problema della sua ricostruzione, anche perché la cappella dell'Annunziata, che nel frattempo fungeva da chiesa parrocchiale, risultava troppo angusta. Solamente nel mw4a1921 venne deliberata la costruzione della nuova chiesa in largo Croce, attuando un progetto che prevedeva la costruzione dell'abside, della crociera e di un campanile provvisorio; i lavori furono portati a termine nel 1924. La nuova chiesa fu ivi edificata nei primi anni trenta, e nel mw4q1965 fu ampliata e portata da una a tre navate. Danneggiata nuovamente dal mw4gterremoto del 1980, fu ricostruita e, nel mw4w1993, riaperta al culto. Oltre all'altare maggiore in marmo intarsiato del XVIII secolo, sugli altari e sulle pareti delle navate laterali si possono ammirare pregevoli tele del mw5aXVIII secolo (mw5qApoteosi di san Canio, mw5gAdorazione del Santissimo Sacramento, mw5wMadonna con Bambino, mw6aPresentazione al Tempio e mw6qMadonna Assunta). In fondo alle navate laterali vi sono due altari: uno ospita una statua del mw6gSacro Cuore; l'altro, la statua del patrono mw6wSan Caniocite-ref-20[20].
Chiesa dell'Immacolata Concezione
La chiesa venne aperta al culto nel mw8g1714, sul poggio di mw8wSan Biagio. Vi si istituì l'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, le cui Regole furono approvate da Carlo di Borbone nel mw9a1759.
Chiesa di Santa Lucia
È una piccola chiesa eretta intorno al mwaqe1580. All'interno sono custodite due statue che raffigurano mwaqimwaqmSanta Lucia. Ogni anno si celebrano due messe: il 31 agosto e il 13 dicembrecite-ref-22[22].
Chiesa di San Berardino
È situata nel rione più antico di Calitri. Fu eretta attorno al mwaqoXVI secolo come cappella laicale, a testimonianza della carità di alcuni cittadini verso i meno abbienti. Al suo interno, oltre ad una statua di San Berardino, è conservata una statua della Madonna, proveniente dall'Abbazia di S. Maria in Elce; pregevole il portale in pietracite-ref-23[23].
Chiesa di Sant'Antuono (Sant'Antonio Abate)
Fu costruita sulle rovine di una vecchia chiesa (risalente probabilmente al XIV o mwareXV secolo) nel mwari1739, a spese della famiglia Natale, che volle dedicarla a mwarmsant'Antonio abate. La chiesa più antica, forse completamente distrutta dal terremoto del 1694, era più grande di quella edificata più tardicite-ref-24[24].
Chiesa di Sant'Antonio da Padova
È situata nel rione Cascina, fu costruita nel mwaro1638 e distrutta dal mwarsterremoto del 1694. L'esterno della chiesa fu quindi completamente rifatto in epoca successiva. L'attuale portale è proveniente dall'antica cappella di S. Rocco che dalla metà dell'Ottocento venne inglobata da abitazioni e magazzini dell'attuale corso Matteotticite-ref-calitritradizioni-it-25-0[25].
Chiesa del Calvario
È situata su una collinetta detta Calvario. Fu fatta erigere da un esponente della famiglia Gervasi di ritorno da una crociata in mwasiTerra santa. Costruita originariamente con la facciata verso sud, nella ristrutturazione successiva al terremoto del 1910 cambiò orientamento, e la facciata fu direzionata a Ovest. Ogni venerdì santo è meta della processione che rappresenta la passione di mwasmGesù Cristocite-ref-26[26].
Chiesa dell'Assunta
È l'unica chiesa della frazione di Calitri Scalo. Eretta per volontà di mwasoSalvatore Scoca nel mwass1953cite-ref-calitritradizioni-it-25-1[25].
Chiesa della Madonna della foresta
È una piccola chiesetta di campagna meta di pellegrinaggio nelle domeniche di maggiocite-ref-27[27].
Architetture civili
Monumenti
Monumento ai Caduti
La costruzione del Monumento ai "Caduti di tutte le guerre" iniziò nel 1918 e fu inaugurato nel 1924, con annessa area del Parco "Parco della Rimembranza".
Monumento all'emigrante
Realizzato dallo scultore Fulvio Moscaritolo è ispirato agli emigranti che da Calitri sono andati a cercare fortuna in giro per il mondo.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Lingue e dialetti
Accanto alla mwavylingua italiana, nel territorio di Calitri è in uso un mwavcdialetto irpino: il mwavgcalitrano.
Tradizioni e folclore
Il 25 maggio viene festeggiato il patrono mwavssan Canio che viene portato in processione per le vie del paese; la processione viene poi ripetuta anche il 1º settembre. L'8 settembre, invece, viene celebrata la mwavwnatività della Beata Vergine Maria, festa particolarmente sentita dalla comunità calitrana, con la statua dell'Immacolata anch'essa portata per le vie del paese. Altre processioni avvengono il 31 agosto (mwav0Santa Lucia) e il 7 settembre (mwav4San Vito). Il venerdì prima di mwav8Pasqua, partendo dalla chiesa dell'mwawaImmacolata Concezione, si porta una statua che rappresenta Gesù morente fino al colle del mwaweCalvario, accompagnato dalla statua della mwawiMadonna Addolorata.
In tutte le processioni gli appartenenti alla Confraternita dell'Immacolata indossano una tunica bianca, cinta da un cordone azzurro, e un mantellino azzurro. Durante la processione della mwawqVia Crucis viene aggiunta una corona di spine sul capo e alcuni portano anche una croce di legno sulle spalle.
A mwawyNatale, nel centro storico, si tiene una mwawcrappresentazione della Natività nel contesto degli antichi mestieri tradizionali del paese.
Leggende e credenze
Diverse sono le creature dell'immaginario popolare che abitano Calitri:
Scazzamauriegghij
Lo mwawwScazzamauriegghij è un folletto che indossa un berretto rosso. Dotato del potere dell'invisibilità, della lettura del pensiero oltre alla facoltà di penetrare nelle case anche attraverso il muro, spesso entra sotto mentite spoglie (ad esempio quelle di un animale). Una volta entrato, si nasconde nell'angolo più oscuro e spaventa gli inquilini iniziando a sconvolgere la casa. Altra sua caratteristica è il notevole peso: più diventa piccolo e più pesa. È solito salire sul petto delle persone mentre queste dormono e sulle spalle di quelle sedute, se ne avverte la presenza per il forte peso, ma non si riesce a vederlo perché scompare e ricompare dove vuole senza mai camminarecite-ref-30[30].
Leggenda della Criatura r' la Cupa
Un giovane contadino, tornando dalla campagna, camminava col suo asino nei pressi del torrente mwaxmCortino, in località Cupa. Gli unici rumori udibili erano il canto del giovane ed il rumore degli zoccoli del suo asino. Ad un tratto, udì un vagito: il contadino trovò fra i cespugli una bimba, la prese in braccio e continuò a camminare. Ma passo dopo passo la piccola pesava sempre di più, tanto da non riuscire più a reggerla, e il contadino la posò a terra; quando andò a riprenderla, notò che la bambina, che ormai aveva assunto sembianze mostruose, rideva di un ghigno beffardo. Il contadino, pensando che si trattasse di un demonio, fuggì via. Il giorno dopo il giovane fu costretto a letto da una febbre altissima. Altri due aneddoti si raccontano sulla "criatura rə la Cupa". Il primo racconta che, catturatala, alcuni uomini notassero una folta peluria sul viso di lei. Il secondo narra che, dopo averla catturata, alcuni uomini erano sul punto di buttarla in un burrone ma alla fine desistettero perché la bambina recava delle croci sulle scarpecite-ref-31[31].
Leggenda del tesoro di San Zaccaria
Quello di San Zaccaria era un vecchio casale diroccato, luogo desolato, ricco di grotte e anfratti, situato ai margini del bosco di Castiglione, che incuteva timore ai viandanti. Secondo la leggenda, dei cittadini che vivevano in quei luoghi furono barbaramente uccisi da ladroni, che poi si sterminarono a vicenda, avidi del prezioso bottino. Il tesoro, durante le lotte, venne nascosto ed affidato ai demoni che lo posero nelle grotte sottostanti le rovine di San Zaccaria. Le ricchezze erano lì, a portata di mano, ma chi provò a prenderle si rese conto che più si scavava, più il tesoro veniva portato giù dai demoni. Per impossessarsi del bottino bisognava scendere a patti con il diavolo, promettendogli l'animacite-ref-32[32].
Cultura
Istruzione
Biblioteche
• Biblioteca Comunale
Scuole
A Calitri sono presenti una mwaykscuola dell'infanzia, una mwayoscuola primaria, una mwaysscuola secondaria di primo grado. I tre istituti superiori presenti sul territorio sono stati unificati e intitolati ad mwaywAngelo Maria Maffucci
• Istituto tecnico commerciale Angelo Maria Maffucci;
• Liceo scientifico, in precedenza intitolato a mwazaLeonardo Da Vinci,
• Liceo artistico, ex Istituto statale d'arte, precedentemente intitolato a mwaziSalvatore Scoca.
Musei
• mwazyMuseo della ceramica tradizionale di mwazcBorgo Castello
• Museo della ceramica contemporanea dell'ex Istituto d'Arte "Salvatore Scoca"
Letteratura
Lo scrittore mwaz8Giuseppe Ungaretti gli ha dedicato una poesia dal titolo "Acquaforte", poi cambiato in "Calitri"cite-ref-33[33].
Il soggiorno di Cagnazzi
Nella sua autobiografia mwaayLa mia vita, lo scienziato ed economista mwaacLuca de Samuele Cagnazzi racconta di aver visitato nell'anno 1838 la città di Calitri. Vi si era recato per far visita a sua nipote Maria Elisabetta de Samuele Cagnazzi detta Bettina, moglie di mwaagMichele Zampaglione (1802-1887) detto Michelino, giudice della Gran Corte Civile di Catania e, in tale occasione, fece acute osservazioni sulla morfologia e l'orogenesi del territorio. Inoltre notò la particolare accoglienza dei calitrani, affermando che "l'accoglienza non solo della famiglia che della popolazione fu veramente grande". Aggiunse anche che "gli abitanti sono docili e di ottima morale. Ho vedute delle giovanette guidare gli asini colle some di legna sole, nella distanza di tre in quattro miglia e mi han detto non esservi esempio che soffran desse alcun insulto da giovanastri".cite-ref-34[34]cite-ref-35[35]
La famiglia di Bettina e Michelino dimorava solitamente a mwabiTrani e spesso si spostava nella città di mwabmMichele Zampaglione per far visita al padre Lorenzo e ala famiglia. Lo stesso Cagnazzi, pur di far visita a sua nipote, si diresse anch'egli a Calitri descrivendo il percorso fatto per giungervi una volta giunti a mwabqEboli. In tale occasione Cagnazzi ebbe modo di vedere i grandi possedimenti della famiglia Zampaglione e in particolare il vasto bosco detto Castiglione, dove vi erano anche animali da allevamento che si alternavano tra Calitri e la Posta delle pecore che la famiglia Zampaglione aveva vicino mwabuCerignola.cite-ref-36[36]
Come chiarito da Emilio Ricciardi, la famiglia Zampaglione, almeno a partire dal 1809, è sempre stata ben in vista e molto influente in città. Durante il regno dei mwabsnapoleonidi, con l'mwabweversione della feudalità i principi Mirelli avevano perso la difesa di Castiglione, la quale fu incamerata nel Demanio comunale di Calitri. L'elevata disponibilità di denaro permise agli Zampaglione di acquistare buona parte dei possedimenti che il Demanio comunale distribuiva ai contadini.cite-ref-cita-ilcalitrano33-p8-37-0[37] Gli Zampaglione rivestirono numerose cariche importanti sia durante il Regno dei Borbone, sia dopo l'mwaceUnità d'Italia. Nel 1805, Giuseppe Zampaglione fu sindaco di Calitri. Nel 1893 anche Francesco Zampaglione divenne sindaco di Calitri e, fino al 1943, altri tre componenti della famiglia ricoprirono tale carica (cioè Giovanni, Gaetano e Salvatore Zampaglione).cite-ref-38[38] Già a metà del Settecento, stando ad alcuni documenti del catasto, i fratelli Gaetano e Salvatore Zampaglione abitavano entrambi in palazzo Zampaglione, situato "sulla strada del monastero" e lo stesso è tuttora abitato dai discendenti della famiglia Zampaglione, il che denoterebbe una sorta di legame affettivo della famiglia al palazzo.cite-ref-cita-ilcalitrano33-p8-37-1[37]
Media
Nel gennaio 2015, Calitri è stata il punto di partenza di una puntata della trasmissione di mwacwGad Lerner, mwac0Fischia il ventocite-ref-39[39].
Cinema
Film girati a Calitri
• mwadyUltima fermata di Giambattista Assanticite-ref-40[40]
• Nel paese dei coppoloni di Stefano Obinocite-ref-41[41]
Cucina
La cultura gastronomica calitrana è secolare: i cingulə (affini ai mwaeucavatelli pugliesi) e le cannazzə (ziti spezzati), serviti con ragù e pecorino grattugiato, sono i piatti tipici per eccellenza assieme all'mwaecacquasala che consiste in fette di pane bagnate con acqua bollente salata e poi arricchite con uova in camicia e olio soffritto con aglio e peperoncino piccante. Altri piatti ampiamente diffusi sono le mwaeglahanə, talvolta anche bollite nel latte e condite con sugo di pomodoro e fagioli, e le mwaekaurecchiə rə preutə, poi ancora gli mwaeoscəlientə e il baccalà alla ualanegna, entrambi questi ultimi piatti conditi con sugo a base di olio soffritto con aglio e peperoncino piccante. Altro prodotto tipico in costante sviluppo sul mercato è il mwaespane di Calitricite-ref-42[42].
Economia
Artigianato
Fra gli artigiani, come scalpellini fabbri e falegnami spiccavano per fama e professionalità i ceramisti. Fin dalla preistoria Calitri ha tracce culturali nell'ambito dell'argilla e ceramica, addirittura alcuni ben pensanti signori del posto disposero l'affinamento delle tecniche di lavorazione della maiolica importando intere famiglie di artigiani. Questi erano originari di mwafqFaenza e per questo venivano chiamati "i faenzari", ed essi dimoravano alla fine della stessa via detta appunto "dei faenzari". Non essendo questo lavoro particolarmente redditizio spesso veniva integrato col lavoro dei campi. Accanto all'arte della ceramica, era sviluppato l'artigianato legato al ricamo, attività diffusa capillarmente, anche se priva di caratteri prettamente locali ma comunemente diffusa in tutta l'area.
Industria
Nei primi anni del secolo XX la più grande industria della zona è stata la S.A.L.C.A. (Società Anonima Laterizi Ceramiche affini) creata l'11 settembre mwafc1921. Presenti diverse medie industrie da esportazione intercontinentale di materiali semiartigianali, industriali, di ceramiche di vario genere e di terrecotte da giardino e vivaio. A seguito del mwafgterremoto dell'Irpinia del 1980 a Calitri venne attuato un piano per lo sviluppo dell'area industriale. Ancor oggi sede di numerose aziende è rimasta la zona industriale con più fabbriche chiuse di tutta l'Alta mwafkIrpinia.
Turismo
Anche se ancora in fase embrionale, il turismo sta diventando pian piano parte integrante dell'economia locale. È stato per diverso tempo prevalentemente di carattere estivo ma nel corso del tempo, anche se ancora con numeri non paragonabili alle zone turistiche vere e proprie, sta mutando in turismo permanente ossia distribuito durante tutto l'arco dell'anno.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Calitri è interessata dalla mwaf8Strada statale 401 dell'Alto Ofanto e del Vulture che collega Avellino alla Basilicata e alla mwagaPuglia, dalla mwageStrada statale 743 Nerico-Bella Muro che collega il paese ad un altro pezzo di mwagiBasilicata e dalla mwagmStrada statale 399 di Calitri che collega la Strada statale 401 con la mwagqStrada statale 303 del Formicoso.
Ferrovie
La località è servita dalla mwagcstazione di Calitri-Pescopagano, posta sulla linea mwaggAvellino-Rocchetta Sant'Antonio, sospesa al servizio viaggiatori dal 12 dicembre mwagk2010 e attiva dal mwago2016 per soli treni storici e/o turistici, compresa la stazione di Calitri-Pescopagano.cite-ref-43[43]cite-ref-44[44]
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Vito Marchitto | Lista civica Centrosinistra | Sindaco | [ 45 ] |
| 13 giugno 1999 | 13 maggio 2001 | Rosanna Galgano | Lista civica | Sindaco | [ 45 ] |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Vito Marchitto | Lista civica | Sindaco | [ 45 ] |
| 28 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Giuseppe Di Milia | Lista civica | Sindaco | [ 45 ] |
| 15 maggio 2011 | 31 maggio 2015 | Antonio Rubinetti | Lista civica | Sindaco | [ 45 ] |
| 31 maggio 2015 | 20 settembre 2020 | Michele Di Maio | Lista civica | Sindaco | [ 45 ] |
| 20 settembre 2020 | in carica | Michele Di Maio Lista civica | Sindaco | [ 45 ] | |
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative
Sport
Calcio
L'unica società di calcio del comune è la Polisportiva Calitri, fondata nel 1969. Durante la stagione sportiva 2018-2019 partecipa solo ai campionati giovanili. Disputa le gare casalinghe allo stadio comunale San Sebastianocite-ref-48[48].
Pallavolo
Il comune ospita anche una società di mwakopallavolo, la Pallavolo Calitri, la cui fondazione risale al 1973 anche se si affilia alla FIPAV solo dal 1992.
Note
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Bibliografia
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